A Tokyo si è appena concluso il secondo E-Prix del weekend. Dopo un giro effettuato dietro la safety car, a causa delle condizioni meteo, la direzione gara ha deciso che la partenza si sarebbe svolta normalmente da fermo. Edoardo Mortara e Antonio Felix da Costa scattano bene dalla prima fila, con lo svizzero che riesce a mantenere la prima posizione, seguito poi da Da Costa e Dan Ticktum, mentre Pascal Wehrlein era rimasto leggermente bloccato al centro del gruppo in undicesima posizione.
La gestione della gara è però cambiata presto sul piano strategico: al terzo giro Da Costa ha infatti attivato il suo primo attack mode da 4 minuti, imitato da Oliver Rowland e Nico Müller, mentree il tedesco della Porsche ha invece optato per una strategia più aggressiva scegliendo i 6 minuti di potenza extra. Proprio con questo boost extra Da Costa al quarto giro si è portato subito al comando della corsa.
Nel prosieguo della gara si è poi accesa una lotta durissima per il podio: al giro 11 Taylor Barnard ha superato Dan Ticktum salendo in terza posizione, mentre Wehrlein era ormai risalito fino al sesto posto. La gara ha però subito una svolta al giro 15 a causa dell'incidente di Pepe Martí, finito a muro dopo un contatto con Sébastien Buemi. Subito prima del regime di Full Course Yellow, Mitch Evans è riuscito a sorpassare il britannico della Cupra ormai in crisi con i suoi pneumatici.
Con il rientro della FCY e la ripartenza al giro 17, Ticktum si è ripreso di cattiveria la quarta posizione su Evans. Barnard, al secondo posto e con un consistente vantaggio di energia sui primi due, è invece riuscito a portarsi al comando al giro 20, in una fase in cui tutti i primi avevano però ancora 4 minuti di Attack Mode a disposizione.
Nel frattempo dalla direzione corsa è piombata una penalità di cinque secondi ai danni di Felipe Drugovich per aver superato il limite di velocità durante la FCY.
Tornando a parlare del gruppo di testa, la lotta qui è serratissima: Oliver Rowland supera infatti prima Mitch Evans e Pascal Wehrlein, per poi infilare anche Edoardo Mortara al giro 24 e infine Antonio Felix da Costa, conquistando temporaneamente la seconda piazza. Dal suo canto Taylor Barnard ha invece attivato il suo Attack Mode, riuscendo, almeno inizialmente, a contenere l'attacco di Rowland.
Le fasi finali si rivelano caotiche. Jean-Éric Vergne attacca proprio Barnard, che perde terreno per problemi di pressione gomme; ne approfittano Nyck de Vries e lo stesso Vergne, con De Vries che supera prima Barnard e poi Rowland prendendosi la prima posizione.
A due giri dal termine un maxi incidente forza la direzione di gara ad esporre la bandiera rossa: Joel Eriksson finisce a muro e viene colpito da Edoardo Mortara, con il coinvolgimento nell'impatto anche di una vettura Jaguar e di una Lola.
Ripulita la pista, la corsa viene ripresa con una rolling start per disputare un ultimo, decisivo giro lanciato. A passare per primo sotto la bandiera a scacchi è stato l'olandese della Mahindra, seguito poi da Nick Cassidy e Jake Dennis.
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